strumento
/stru·mén·to/
fig. Mezzo di cui ci si può servire per conseguire uno scopo: condannare la violenza come strumento di lotta politica; usare la cultura come strumento di potere.
cose da avere [veramente] in borsa...
Post it, qualche foglio bianco e pennarelli _ servono per “fissare” i concetti chiave di una discussione oppure scrivere le decisioni prese durante riunioni particolarmente caotiche... sempre bene averle in borsa perché non sai mai cosa ti troverai davanti! Bollini adesivi colorati _ ultimamente sono utilizzati meno perché non sono molto ecologici (gli adesivi sono usa e getta...) ma io continuo ad averne sempre una piccola scorta in borsa perché sono eccezionali quando abbiamo poco tempo a disposizione e il gruppo deve uscire da quella riunione avendo definito delle priorità. Avendo davanti un quadro chiaro (poster, mappa concettuale, post it con le parole, etc.) di tutte le [questioni/problemi/attività/...] che dobbiamo ordinare per priorità, a ciascuna persona presente viene dato un numero sufficiente di bollini (tra i 5 e i 10 di solito vanno bene) che può utilizzare come meglio crede ovvero può appiccicarne il numero che vuole accanto alle [questioni/problemi/attività/...] che ritiene più [importante/urgente/qualsiasi altro criterio che vi siete dati in quel momento per definire le priorità] - si può liberamente utilizzarli appiccicandoli accanto ad una sola questione oppure spalmarli su più questioni. Le priorità emergeranno contando i bollini e mettendoli in ordine di preferenza. Pallina rimbalzina _ da qualche tempo tengo in borsa anche una pallina rimbalzina, posso permettermi di utilizzarla solamente in gruppi che mi conoscono “poco”, nei quali sono appena entrata oppure che hanno cominciato da poco a lavorare insieme. La utilizzo più frequentemente per aprire conferenze o momenti di plenaria con grandi numeri ma questa è un’altra storia.... la pallina rimbalzina serve sicuramente come riscaldamento e icebreaker ma mi aiuta anche a far emergere aspettative, immaginari, pregiudizi, valutazioni, etc. Io normalmente la uso così: la propongo come riscaldamento, per “svegliarci” se è mattina o “riprenderci dall’abbiocco post pranzo”; anticipo al gruppo che andremo ad aumentare gradualmente la difficoltà; comincio con domande semplici: “dì una parola a caso che ti viene in mente” e dopo averla detta ciascuno delle lanciare la pallina ad un’altra persona del gruppo quando le persone cominciano a “vedersi” e coordinarsi nel lancio della pallina, aumento la difficoltà: “lega le parole tra loro” e poi “passiamo alle frasi, legate tra loro”! “diamo vita ad una storia: c’era una volta” → se voglio capire l’immagine e la percezione che il gruppo ha di un certo progetto, aspetto, esperienza, comincio da lì “c’era una volta un gruppo che lavorava ad un progetto e...” → se voglio capire pregiudizi e/o preconcetti quando la pallina arriva a me dico delle parole specifiche e poi la persona successiva le legherà con ciò che gli verrà in mente: “lavoro” - “fatica”, “progetto” - “che palle”, “gioia” - “vacanza”... se fosse un giro di parole reale sappiamo già tutti in che mood entriamo in questa riunione :) molto diverso da “lavoro” - “computer”, “progetto” - “responsabilità”, “gioia” - “sole”... può essere utile anche in chiusura per tirare le somme chiedendo una parola a ciascuno per chiudere, oppure un aspetto positivo che si portano via oggi, anche parole semplici come “bel clima”, “costruire”, “caffè” ti danno un feedback sugli elementi da mantenere e rafforzare in quel gruppo di lavoro. Qualche macchinina giocattolo _ queste non servono per facilitare il gruppo ma mi capita spesso, soprattutto in eventi e occasioni aperti alla cittadinanza, di avere persone che partecipano “per caso” accompagnate dai loro figli. Spesso passano per dare un’occhiata, entrano dicendo che si fermeranno poco, oppure sono state invitate e si sentivano comunque in dovere di esserci. Ancora più spesso la serata e l’evento ovviamente non ha uno spazio bimbi né uno spazio comodo dove i bambini e le bambine possa stare senza sentirsi continuamente dire “shhh”. Se siete arrivati a leggere fino a qui, avete già messo nella vostra borsa i pennarelli che, a quel punto, vengono subito passati ai bambini e alle bambine insieme a qualche foglio bianco. Già questo fa sentire accolte loro e i loro figli. Se però poi tiri fuori dalla borsa qualche macchinina bè, quello è il plus ultra dell’accoglienza :) cose per creare il setting
Un “buon” setting è il modo nel quale allestiamo lo spazio fisico e relazionale dove andremo a chiedere ad un gruppo di comunicare, confrontarsi e lavorare insieme. Curare il setting è una condizione fondamentale per facilitare il gruppo. Questo elenco può sembrare banale a qualcuna di voi ma mi preme non dare nulla per scontato.
per poter comunicare, una persona deve potersi guardare in viso. Ergo: le sedie devono essere posizionate affinché, nei momenti di laboratorio, confronto, discussione, le persone possano stare in cerchio o in semicerchio. Ergo: la modalità mista con la quale alle volte vengono organizzate le riunioni (qualcuno in presenza-qualcuno online) è probabilmente la più difficile da gestire per questo motivo. non siamo per scontato che chi si presenta sappia effettivamente l’oggetto della nostra riunione. Ergo: un buona prassi sarebbe quella di inviare un promemoria qualche giorno prima a tutti i partecipanti. Sfrutta il promemoria per chiarire non tanto l’ordine del giorno ma lo scopo, l’oggetto, il motivo della riunione. informazioni semplici spesso facilitano la presenza. Sapere quando una riunione inizia e anche quando la riunione finirà è molto importante per chi si sta ritagliando del tempo per partecipare. Chiarire chi ci sarà/a chi è aperta la riunione/chi ci aspettiamo è anche questa un’informazione che facilita la presenza. siamo sicuri che la sala che useremo per la riunione sia adatta? Se vi è mai capitato di partecipare ad una riunione in una sala comunale GELIDA oppure ad un laboratorio rivolto a 30-40 persone in una sala consigliare con il tavolo a ferro di cavallo e sedie FISSE sapete di cosa sto parlando...