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Peones

Il campo Peoni e’ un campo povero, di gente unita dalle vicissitudini e da una liberta ottenuta di recente, sono i messicani e i neri del nostro racconto, e il loro campo deve raccontare questo, una storia dove sono sempre i secondi, gli sfruttati, gli oppressi ma mai piegati. Sono persone che hanno dimostrato di poter essere instancabili e nelle giuste occasioni, sebbene rare, furiose, non e’ gente aggressiva, ma pronta a difendersi se messa alle strette si, esattamente come ogni minoranza lo e’ ma come si difenderebbe un servo in una terra di padroni, con un tipo di violenza che e’ o piccola e personale, o pronta a esondare e a travolgere senza mezze misura.
Il team scrittura in realtà deve ancora lavorare nello specifico alle caratteristiche di questa gente ma ciò che sappiamo e’ che la loro ispirazione e’ quella e il termine e’ influenzato e impregnato da questa narrativa, ed e’ lo stigma che circonda questo nome quello su cui ci baseremo per creare la loro estetica, e il loro campo.
Nei limiti del possibile dovrebbe essere quindi un campo diverso da quello dei proci, ammantato da quell’aria di disagio che solo la povertà ti può dare, che vuol per noi dire affrontare la difficilissima sfida di fare delle cose male, ma bene (leggasi appositamente male).

Suggerimenti per l'allestimento:

Sedie e mobili spaiati: Niente di uniforme o coordinato. Ogni pezzo d'arredamento dovrebbe sembrare provenire da fonti diverse: sedie riparate, con gambe di legno diverse o imbottiture consunte. Potresti aggiungere segni visibili di riparazioni, come chiodi arrugginiti o corde usate per tenere insieme parti rotte.
Oggetti vissuti: Ogni elemento del campo dovrebbe sembrare logoro ma funzionale. Pentole ammaccate, utensili riparati più volte con filo di ferro, tessuti consumati ma non sostituiti. Il concetto di "riutilizzo" è centrale: pochi oggetti nuovi, molti usati a lungo, magari passati di mano in mano.
Tessuti e coperture: L’idea di povertà può essere trasmessa anche attraverso tende e coperture di fortuna. Pelli rattoppate, coperte cucite insieme per fare ombra o riparo, con buchi e strappi riparati frettolosamente. Aggiungere macchie o segni di vecchie piogge o utilizzo può dare un senso di vissuto.
Spazi condivisi e comunitari: Per enfatizzare il senso di unità tra i Peoni, potresti creare spazi centrali molto semplici dove le persone si riuniscono, come una tavola comune fatta di assi recuperate, panche costruite in modo approssimativo o sedie di diversi stili e altezze. L’idea è trasmettere che questi spazi sono nati dalla necessità più che dalla volontà di creare qualcosa di bello.

Elementi visivi:

Colori sbiaditi e sporchi: Usa una palette di colori naturali, come marroni, beige e grigi, con tocchi di colori ormai sbiaditi. Le stoffe o i tessuti dovrebbero sembrare logorati dal tempo e dagli elementi.
Rotture visibili e riparazioni grossolane: La povertà può essere comunicata anche attraverso oggetti che sono stati riparati più volte in modo improvvisato, usando materiali di recupero: corde, pezzi di stoffa, o addirittura lamine di metallo piegate a mano.
Simbolismo: Potresti anche considerare l’inserimento di simboli di resistenza, come vecchie bandiere strappate, strumenti di lavoro (come zappe o pale) arrugginiti ma ancora in uso, che rappresentano il duro lavoro e la fatica costante.

Facciamo un specifica sul Male ma Bene

Adottare uno stile disordinato nella scenografia significa saper creare ambienti che trasmettono vissuto e realismo attraverso una disposizione apparentemente casuale o caotica. Questo approccio non deve essere confuso con il "fatto male". Una scenografia disordinata fatta bene crea il fascino del vecchio, dell’usato, del riparato mille volte, raccontando storie attraverso dettagli imperfetti e logorati. Gli oggetti sono consunti, ma sempre funzionali. C’è una sottile arte nel bilanciare il degrado con l’uso: ogni elemento deve sembrare scelto con cura, non solo abbandonato o lasciato al caso.
Creare una cosa "fatta male" nel senso di non curata, sporca e inutilizzabile, può risultare in una scenografia che semplicemente appare brutta o mal concepita. Un oggetto che non funziona in gioco non sarà affascinante, ma frustrante per i giocatori. È qui che si distingue la differenza: l'intento è trasmettere usura e semplicità, senza compromettere estetica e funzionalità. Ogni pezzo deve poter essere usato e integrato nel gioco, mantenendo un fascino intrinseco, anche quando sembra vecchio o trasandato.
Lo stile disordinato, se ben eseguito, diventa quindi una scelta narrativa: trasmette storie di fatica e adattamento, ma senza mai cadere nell’errore di presentare qualcosa di semplicemente brutto o inutilizzabile.

Tornando sul campo

basandomi sullo spazio che abbiamo a disposizione e sulle prime chiacchere sul campo l’immagine che mi piacerebbe riuscire a realizzare e’ la seguente
Camminando brevemente e attraversando la piazza si entra nel territorio dei Peones. Siamo appena fuori Itaca ma le costruzione di pietra e il terreno battuto lasciano spazio al terreno morbido ed erboso circondato dei campi, alzando lo sguardo dal terreno duro, che si coltiva a fatica e spaccandosi le mani si vede non lontano il campo dei Peones, gente povera ma pratica, che fanno del loro meglio per sentirsi a casa loro, ma che ancora dopo anni non hanno di meglio per vivere se non tende.
Il Nucleo principale della loro struttura e’ un velario centrale, sotto la quale si trova la zona comune, attrezzata a mensa, dove i contadini affamati mangiano e la sera bevono, cercando ristoro e riparo dal sole, a sinistra di questa area, spaziosa abbastanza per ospitare tutti i Peones per le riunioni e le serate allegre vi sono le tende più grandi, una diretta ad est e una diretta a sud, entrambe abbastanza gradi da ospitare 5 persone e adibite a ospedale quella diretta a sud per i feriti, perché durante i turni capita sempre che qualcuno si faccia male a causa dell’imprecisione che deriva dalla stanchezza, e’ risaputo, e a deposito quella diretta a sud.
Poco lontano dalle tenda diretta a Est vi sono le tende dei Peones stessi, piccole tende canadesi, avanzi di battaglie e di lungo tempo passata a lavorare, non sono grandi ma disposte con organizzazione fanno assumere all’accampanato se visto dall’alto una forma a ferro di cavallo, al centro di questa disposizione vi e’ un falò, usato per cucinare, e nelle rare occasioni di festa per ballarvi intorno, cosi da omaggiare gli dei.

Gestire la realizzazione e la credibilità scenica

Noi chiaramente avremo delle difficoltà a realizzare tutta questa scena, NON abbiamo i soldi di un reparto di cinema, ma stiamo scrivendo un larp e non un film e abbiamo la fortuna che ci sono sistemi che ci possono aiutare, il primo e il più forte e’ ISTRUIRE bene i PNG che staranno al campo, dovremo e dovranno inventarsi storie, dare personalità agli oggetti, una botte cosi non sarà solo una botte, ma sarà la botte su cui lo zio Tobia sedeva sempre, che si e’ trascinato dietro per mezza America, Zio che tutti ricordano con affetto, Un mestolo deve essere prezioso, e il tavolo stesso, dovrebbe essere un oggetto importante, potremmo trovare un vecchio tavolo e inciderlo con i nomi di alcuni di loro, o di quelli che hanno perso negli anni, magari prima era una porta.



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