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Partiamo da quello che siamo all’interno del contesto in cui ci troviamo. Siamo artisti e Palermo è il luogo che abbiamo scelto come casa e punto di osservazione privilegiato di fenomeni e realtà che manifestano una crisi di sistema. Ci interessa indagare i processi di costruzione di comunità come campo di sperimentazione di pratiche, estetiche e linguaggi volte alla cura di territori che percepiamo complessi e densi. Ci interessa una comunità che cura e che si prende cura di luoghi e persone per costruire una pratica delle relazioni caratterizzata da responsabilità e interdipendenza sociale. Ci interessa ripensare le forme dell’abitare a partire dagli spazi urbani, recuperare il senso delle azioni, dei riti, della quotidianità, ripensare la relazione tra oggetti ed essere umani, tra umani e vegetali, tra mondo animale e minerale, tra lo spazio pubblico e la persona, tra persone e persone. L’obiettivo è rendere accessibile a tutti uno spazio co-progettato, capace di generare benessere, tale da passare da forme di coabitazione verso forme di convivenza in grado di accettare, accogliere e dialogare. Le azioni mirano ad attivare la rete di relazioni interne della comunità di riferimento, promuovendo l’auto-osservazione e la disponibilità a giocare con le identità utilizzando il processo creativo e il gioco come sistemi di relazioni e pratiche di inclusione. Così come sono rivolte anche alla reti di relazioni esterne che si svolgono tra le comunità. Fare network.
</ pratiche di innovazione culturale e artistica, sociale e civica. Luoghi che aggregano differenti attori e tessono inedite relazioni tra pubblico, privato, terzo settore e singoli cittadini attraverso pratiche culturali collaborative e azioni di attivazione e coesione sociale
/Essi costituiscono laboratori permanenti di creatività, luoghi di incontro, confronto e scambio di reti e comunità in cui si sviluppano progettualità innovative basate su linguaggi artistici e creativi.
/ una natura prevalentemente culturale, che indagano in particolare il contemporaneo attraverso forme e pratiche plurali, quali ad esempio: residenze artistiche, progetti di arte pubblica o partecipata, rassegne di arti performative, mostre, seminari, spettacoli teatrali, concerti, gestione comunitaria di beni culturali, festival, presentazioni di libri e riviste
/la contaminazione tra la dimensione sociale e quella culturale. Luoghi dove si esplorano nuove dimensioni della produzione artistica partecipata, come pratica di innovazione sociale e civica e, al contempo, si sperimentano modelli di sostenibilità economica volti a valorizzare le opportunità generative o attrattive per l’imprenditoria giovanile presenti nei contesti territoriali di riferimento.Qui di seguito buttiamo delle idee sul concept con esempi di attività / temi che vogliamo portare nello spazio:

Uno dei temi principali che mi pare sia emerso sia questa nostra volontà di fare rete, sia tra i vari spazi e persone che a Palermo fanno arte/cultura/musica, ma pure costruire ponti con le altre città in Sicilia, in Italia tipo Bologna e anche Berlino, così da creare una rete di scambio e di sostegno? Per organizzare le proprie attività. Mi piace l’idea che questo possa diventare tipo un hub a cui la gente si rivolge per fare/per sapere cosa succede in città, che sia quasi una “portineria” che metta insieme in modo orizzontale e trasversale tutte le energie creative della città. Dovremmo pensare (forse) ad una denominazione che inquadri bene la varietà di approcci e attività che vogliamo portare?

Uno spazio di incontro, uno spazio culturale e uno spazio di lavoro nel centro della città dedicato alla produzione artistica. Una piattaforma per supportare e promuovere il lavoro degli artisti residenti e in transito a Palermo. Lo spazio apre nel 2018 e nel corso del tempo lo spazio si è trasformato molte volte assumendo diverse configurazioni. Oggi è organizzato in aree di lavoro personali e spazi condivisi nei quali progettare, produrre e presentare le proprie opere. Lo spazio open space è suddiviso in “isole” di lavoro e spazi comuni modulari e attrezzati: una cucina, aree cill, uno spazio archivio e un’area multifunzionale nella quale realizzare prototipi e presentazioni pubbliche. Pittori, scultori, designer, architetti, musicisti, video maker, disegnatori, fotografi trovano trovare a Studia59 le migliori condizioni per realizzare i propri progetti.
Lo spazio
Studia59 (ex Studio Bellotti) nasce nel 2018, in occasione della partecipazione alla biennale d’arte Manifesta. Studia59 è uno spazio culturale, d’incontro e di produzione artistica nel centro storico della città di Palermo con l’intento di essere una piattaforma di supporto e promozione del lavoro degli artisti residenti e in transito nella città, che funzioni come un hub di ibridazione tra i differenti attori culturali locali e di incontro con agenti della cultura internazionale. (Qui va un pezzo sulla multidisciplienarità/ ibridazione etcetc)(descrizione attività svolte/luoghi di incontro) Negli anni, Studia59 ha mutato più volte aspetto e configurazione; attualmente è organizzato in “isole” di lavoro personali e spazi condivisi modulari e attrezzati: una cucina, un’area di decompressione, uno spazio adibito ad archivio e un’area multifunzionale nella quale realizzare prototipi e presentazioni pubbliche. Negli anni, pittori, scultori, designer, architetti, musicisti, video maker, disegnatori, fotografi hanno trovato a Studia59 le migliori condizioni per realizzare i propri progetti.
Il contesto
Ospitato all’interno del complesso commerciale di proprietà della storica tipografia - cartoleria Bellotti (ex De Magistris), consiste in un open space di 250m2, era adibito originariamente a deposito e stoccaggio della carta. L’impresa Bellotti ha rappresentato per oltre 100 anni un punto di riferimento in città per chi volesse rifornirsi di strumenti e materiali per le belle arti e le arti applicate: dagli architetti agli studenti, dai notai agli artisti. Al seguito del fallimento dell’impresa, lo spazio viene chiuso e per anni non rimane traccia di alcuna attività fino all’apertura di Studia59 e solo recentemente anche altre parti del complesso si stanno rendendo complici di una nuova stagione di attività in chiave creativa: nella stessa aerea sono infatti presenti un museo per bambini, un auditorium e la sede di un’agenzia di comunicazione. L’intero quartiere Valverde-Vucciria ad oggi è attraversato da processi di trasformazione che stanno modificando la composizione del tessuto sociale: storicamente abitato da famiglie palermitane legate al commercio e all’artigianato, ha visto negli anni novanta un aumento significativo della popolazione immigrata proveniente principalmente dal Nord Africa e dall’Asia, mentre di recente nuove generazioni di giovani professionisti, studenti universitari e artisti hanno trovato nel centro storico una nuova collocazione. (Non so se conviene e/o come inserire un pezzo sulla gentrificazione, nel caso andrebbe qui) L’economia informale rimane tutta via prevalente, con numerose attività non registrate e lavoro nero. Questo fenomeno, pur contribuendo alla sopravvivenza economica di molte famiglie, pone questioni legate al diritto del lavoro e all’abitare.



Quello che a me interessa maggiormente è sicuramente la questione del bar e la possibilità di adibire uno spazio di shop/display inizialmente dedicato all’editoria d’arte ( la vedo come una versione molto editata di cataloghi di mostre/monografie, saggi di arte/desing/cultura visuale e una nutrita selezione di zines e materiali prodotti indipendentemente - interessante sarebbe pure includere anche altri artefatti artistici tipo i vinili o anche fare una cosa alla DJBalli

Un altra cosa che vorrei sviluppare, in seguito magari nel secondo/terzo anno di apertura una volta che vediamo come stiamo andando a livello economico e in base alla sostenibilità della cosa, sarebbe quella di creare una serie di prodotti artistici/desing/craft in edizione limitata prodotti da noi (creando un programma di residenze, mettendo in atto tutte le attività di produzione/artigianato che già si trovano in città). Penso in termini di stampe d’arte/serigrafie, magliette/texiles, ceramiche, fotografie, piccole sculture etc che abbiano prezzi accessibili (dai 15 euro ai 5.000 max) e che potrebbero andare in display sia nello shop editoriale che nell’area di chilling/bar. Mi piace pure l’idea che, essendo che ci troviamo in una vecchia cartiera, si potrebbe pensare anche ad una casa editrice indipendente molto low cost ad un certo punto. (decisamente, potremmo trovare una fotocopiatrice e produrre fanzine sia nostre che di altri.)

Tornando al bar, come tipologia di esercizio, penso possa funzionare bene un format pomeridiano/serale + eventi notturni nel basement, quindi non prendendo in conto tutto quello che riguarda la caffetteria. Tramezzini of course + stuzzichini aperitivo easy e poi tutto ciò che stia dietro a birre/cocktail (proverei ad avere anche delle opzioni non alcooliche e uno/due tramezzini vegetariani/vegani)
CHI E’ IL NOSTRO TARGET?

PALERMA
Siamo tre artisti visivi e abbiamo scelto Palermo come base delle nostre ricerche e pratiche. Ci poniamo nei confronti di Palermo come stranieri in patria, in luogo di osservatori di fenomeni e realtá che manifestano una crisi di sistema, sia per quanto riguarda il panorama artistico contemporaneo sia per altri aspetti del vivere quotidiano. Palermo é una crocevia di complessitá che affonda le radici storiche e sociali da secoli in processi di migrazione, invasione e contaminazione. I nostri campi di interesse si estendono dall´indagine di processi di costruzione di comunità come campo di sperimentazione di pratiche, estetiche e linguaggi volte alla cura di un territorio che percepiamo complesso e denso, al ripensare le forme dell´abitare a partire dall´urbanitá, recuperare il senso delle azioni, e ripensare la relazione tra oggetto e umano, umano e vegetale, animale e minerale, tra spazio pubblico e spazio privato. Gli obiettivi sono attraverso un lavoro di sedimentazione sociale, relazionale e visuale di rendere accessibili a tutti degli spazi co- progettati, capaci di generare benessere, di passare dalla coabitazione alla convivenza in grado di accettare, accogliere e dialogare. Centralizzare un network di realtá culturali preessistenti che unifichi le intenzioni ed espanda su scala piú ampia i processi. Attivare dei laboratori permanenti di creatività, luoghi di incontro, confronto e scambio di reti e comunità in cui si sviluppano progettualità innovative basate su linguaggi artistici e creativi, che indaghino in particolare il contemporaneo attraverso forme e pratiche plurali attraverso programmi di residenze artistiche, progetti di arte pubblica o partecipata, mostre, seminari, festivals e produzioni editoriali.
Sicuramente uno degli approcci che intendiamo percorrere rispetto all´idea del network o di spazio fisico come hub culturale e´quello di mettere in relazione sia gli spazi e gli attori presenti a Palermo sia creare un ponte con altre cittá in cui precedentemente abbiamo vissuto e operato, ovvero Bologna e Berlino, volto a creare una rete di scambio e sostegno. Contestualmente, partendo da quello che in passato ha rappresentato Palermo in termini di incroci geopolitici, abbiamo intenzione di volgere lo sguardo a sud e est di Palermo,e tessere relazioni e progetti collaborativi con le realtá contemporanee esistenti nel Maghreb, Medioriente e Balcani. In questo contesto intendiamo sperimentare nuovi modelli di sostenibilità economica volti a valorizzare le opportunità generative o attrattive per l’imprenditoria giovanile presenti nei contesti territoriali prescelti e dare vita ad alternative di mercato rispetto al sistema tradizionale. La hub che intendiamo costrutire avrá delle funzioni ibride, da scultura sociale a portineria, da aggregazione culturale a osservatorio della molteplicitá insita nei paraodossi dei panorami che di volta in volta verranno presi in esame. Si occuperá di restituire in termini visivi, sonori, performativi ed editoriali una serie di emergenze, volontá e propositi attraverso una curatela di progetti e visioni, ma anche di produzione di edizioni limitate, dalla tshirt alla fanzine e vinili, o predisporre workshop partecipativi volti alla creazione di materiale video. Inoltre é nostro proposito collaborare di volta in volta con soggetti istituzionali presenti sul territorio, Universitá, Centro Sperimentale di Cinema, istituti stranieri come l´Istituto Svizzero, Francese, Goethe e Cervantes, fondazioni pubbliche e private sia palermitane che estere. Il target verso cui indirizziamo la nostra pratica si differenzia a seconda dei progetti proposti: siamo per una politica inclusiva, orizzontale e trasversale, che coinvolga addetti ai lavori ma anche minori, migranti e autoctoni, al fine di creare forme di coesistenza tra le varie discrepanze attraverso l´arte.


INTEGRARE SULLA FALSARIGA DELL´ AGENZIA DI VIAGGIO
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